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“Fa che io serva solo a me stessa…Fa di me un arco dello spirito…Fa che io non sia una vistosa virtù, ma un oscuro grembo…Fa che io non sia prigioniera di uno stile, ma una disinvolta sostanza”.

Sono le frasi, scritte in un libello che uscì nel 1945 in cinquanta copie, che Arturo Martini fa dire alla scultura. Ho voluto incominciare con delle parole potenti, tentando di trovare i giusti accordi per introdurre la figura di Morgana Orsetta Ghini (in arte Mog), scultrice nata a Roma di miti ancestrali e divinità arcaiche, che ci porta a ripensare alla nostra storia e a ciò che di più alto vi è in noi.

“Le mie sculture prosegue Mog – portano un messaggio senza tempo e senza epoca; quello della fonte della vita, della pulsione alla riproduzione, del mistero della donna”. Suggestioni le sue, che furono percepite già da Corrado Cagli, da Alik Cavaliere e che, affascinarono Caporossi.

Morgana Orsetta Ghini, Cindy 2010

Suggestioni che Mog esplicita caricandole di un’ampia valenza di significati che pongono l’attenzione ai presagi e agli ma che da anni ha posto la sua base operativa e la sua casa a Pietrasanta, poiché troppo spesso ci avviciniamo all’arte senza quella particolare propensione che ci permette di coglierne sino in fondo le emozioni e lo struggimento che ne sono l’origine.

“Ho conosciuto la scultura partendo dal marmo afferma Mog poiché ciò che viene dalla natura porta in sé l’eternità”.

Ed è proprio il senso solenne dell’eternità il filo rosso che lega e collega tutta la sua opera, pervasa da un mistero antico quanto il mondo.Penso alle grandi sculture in pietra (materiale al quale dedico gli anni di studio), ma anche al bronzo. “Poi ho affrontato il bronzo – aggiunge l’artista – espressione antica dell’arte dove autore e artigiano portano il metallo a liquefarsi per poi farlo scorrere nelle forme cave”. Ragioni lontane motivano la sua ispirazione ed il suo istinto, affondano nel silenzio della pietra e nei bagliori incandescenti del crogiuolo.

Morgana Orsetta Ghini, esperienza marmo 2014, photo by Nicol Agnesi

Un’arte assoluta fatta ammonimenti della storia. Ella opera come un alchimista sui materiali, la pietra il bronzo ma anche la resina, il filo di cotone, la carta, l’oro e l’argento trasformandoli in materia della natura, in arte e cultura.

Da sempre le sue opere, siano esse grandi sculture o piccoli gioielli, richiamano forme ovoidali e antropomorfe che assottigliandosi prendono la connotazione di una lancia, di una foglia o di una vulva. Un elemento carico di mistero. “Aurum nostrum non est aurum vulgi” scrivevano gli antichi alchimisti riferendosi ad un materiale che aveva il potere di portare l’umanità intera ad uno stadio superiore di consapevolezza, ad una condizione più nobile e pura.

Morgana Orsetta Ghini, zimbawe black granite iron and water

Opere le sue, che sembrano partorite dalla terra, come pietre preziose create dalla natura. “Desidero che le forme esprimano la sacralità della vita conclude Mog, la nascita e l’energia che ha permesso all’uomo di arrivare ai nostri giorni, superando ogni genere di difficoltà”.


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