Immagina un’attrice talentuosa, intensa, bella. Aggiungi che sappia presentare con brio e professionalità, abbia una voce che “spacca”, diretta come un pugno allo stomaco e un carattere solare, limpido, accogliente. Hai appena tracciato il profilo di Bianca Guaccero, artista eclettica e, prima di questo, persona vera.

Dal debutto in tv con il film “Terra bruciata” e, a teatro, nel musical “Poveri ma belli”, diretto da Massimo Ranieri, l’attrice pugliese ci coinvolge nelle vicende di personaggi femminili profondi e coraggiosi, protagonisti di fiction di qualità come “Assunta Spina”, capace di un amore incondizionato e passionale, “Capri”, “Sotto copertura” e, nel recente film televisivo, “In punta di piedi” , di Alessandro D’Alatri.

Bianca Guaccero

Ma la Guaccero non si limita al cinema e al teatro: nel 2008 affianca Pippo Baudo nella conduzione del Festivaldi Sanremo e, nel 2015, si mette alla prova in “Tale e quale show”. Quest’estate ha presentato lo spettacolo musicale itinerante “Festival Show” e, in autunno, sarà conduttrice del programma di Raidue “Detto fatto”.

Il suo imperativo? “Non arrendersi mai perchè, se ci tieni veramente, il coraggio te lo fai venire”.

Che stimoli riceve dalle diverse professioni di attrice e presentatrice?

“Nella recitazione si fa un lavoro su se stessi: si scava nell’emotività, nelle sensazioni. Si tratta di una professione introspettiva che permette di imparare, attraverso i personaggi che si interpretano, a conoscersi meglio. Nella fiction “In punta di piedi”, ad esempio, per impersonare Lorenza, per dare voce alla sua granitica sicurezza, ho dovuto agire sulle mie insicurezze. La conduzione, invece, richiede immediatezza, è uno scambio diretto tra il pubblico e te che cavalchi quell’onda emotiva”.

Parlando di “In punta di piedi”, lei interpreta un’insegnante di danza che in un paese dominato dalla camorra, non si arrende alla paura, al dolore, alla prepotenza…

“Il mio personaggio è un modello di grinta femminile e coraggio da cui ho appreso molte cose tra cui la forza della speranza”.

Qual è il consiglio che, nella vita professionale, le è servito di più?

“Non arrenderti mai quando credi fermamente in qualcosa. In ogni settore ci possono essere difficoltà e problemi ma, se ci tieni veramente, il coraggio ti viene. E anche la forza”.

E la critica costruttiva?

“L’imparare a “dosarmi”, a non investire sempre tutta la mia energia nelle diverse attività. Questo consiglio mi ha aiutato anche a godere di più delle cose che faccio”.

Cosa la colpisce inizialmente in una persona?

“Lo sguardo e come si lascia guardare”.

Il personaggio verso il quale ha provato maggiore empatia?

“Assunta Spina. Mi ha preso dal pro- fondo, la sentivo nello stomaco. In quel periodo della mia vita avevo bisogno di quel ruolo per crescere, fare un passo in avanti”.

E’ anche una cantante molto talentuosa… che rapporto ha con la musica?

“Rappresenta l’ estrema libertà, una fonte di ispirazione, un diario segreto, un’amica che mi aiuta a riflettere. Come diceva Schopenhauer, porta a raggiungere il Nirvana”.

Nel suo trolley non può mancare…

“Il phon! Ho i capelli ribelli”.

A proposito… che rapporto ha con la sua immagine?

“Sereno-variabile (sorride): alcune giornate sì e altre no. In passato ero più irrequieta ed esigente con me stessa, ora ho raggiunto un compromesso anche perchè non è l’aspetto fisico quello che mi interessa”.

Ha con sua figlia Alice lo stesso rapporto che esiste tra lei e sua madre?

“No: siamo troppo diverse, ma cerco di trasmettere alla mia bambina ciò che di bello ho imparato dalla famiglia d’origine”.

La persona a cui sente di dover dire grazie

“A me stessa. Per tutte le volte che sono riuscita a salvarmi”.