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L’astrazione geometrica può caratterizzare l’iter artistico di un maestro contemporaneo? L’astratto oggi può fornire valide argomentazioni senza essere considerato semplice decorazione? Una possibile risposta a tali quesiti è attualmente fornita dal pittore romano Roberto Miniati che da anni esplora colti linguaggi e immagini sempre ricche di cromie, approfondendo le tematiche dell’arte all’interno di un approccio interdisciplinare.

La ricerca di Miniati, al di là di una costruzione estetica, possiede una valenza tipicamente introspettiva, partendo dall’affermazione del filosofo francese Voltaire: “un punto geometrico è un’astrazione dello spirito”. Proprio da quest processo mentale Miniati ha interiorizzato una tematica guida, che delle Avanguardie giunge fino ai nostri giorni.

Roberto Miniati, Beautiful World 2015

Dovendo trovare delle affinità, l’artista nato a Roma ha fatto proprie due ricerche artistiche simili per la loro appartenenza al mondo astratto, ma sorte su contenuti diversi:

da un lato il pittore francese Maurice Estève (1904 – 2001) per le cadenze cromatiche e le linearità interiorizzate grazie a elementi carpiti da Paul Cezanne e dal Cubismo, per giungere così alle personali e celebri astrazioni ricche di colore dell’artista russo Serge Poliakoff (1906 – 1969) caratterizzate da una continua interazione tra forme dialoganti in effetti tonali e armonici.

Roberto Miniati, L’osservatore 2016

Bloccare però il percorso di Roberto Miniati a questi nobili rimandi è riduttivo, perché l’artista ha inserito sempre la propria sensibilità e cultura all’interno dei suoi mondi astratti dipinti. Partendo da tale tesi, se visualizzassimo le sue opere potremmo avvertire lo sprigionarsi di una possibile forma comunicativa, determinata da molteplici codici geometrici e policromi. Nella loro intersezione e nella loro percezione, l’astrazione di ogni singola opera crea liriche vibrazioni.

Dunque uno stato mentale, ricco di patos, sublima in arie tipicamente metafisiche grazie a mondi e visioni surreali. Miniati ha la capacità di unire, ricordando i precedenti rimandi, il rigore russo a una visione francese maggiormente aperta alla poesia. Nel corso della produzione artistica del maestro, l’universo delle astrazioni si è evoluto in sinergie con temi trattati da maestri storici suddivisi tra Avanguardie e arte moderna, senza tralasciare altre fasi della storia dell’arte a partire dal Rinascimento.

Elementi pittoricidi questi grandi coabitano nel mondo creativo di Miniati, testimoniando una sorta di passaggio generazionale tra artisti.

Un esempio, è il manichino metafisico di de Chirico ritratto mentre sta dipingendo le sue forme astratte, per un continuo pittorico senza fine. Roberto Miniati evidenzia così un’ecletticità che viene alimentata cercando stimoli in progetti, sempre finalizzati all’arte, che sconfinano nel design e nell’architettura attraverso sculture, tappeti e vetrate spesso site specifico.

L’iter artistico del maestro romano non passa inosservato in Italia e all’estero, infatti le collaborazioni negli Stati Uniti con Christopher Anthony Ltd di Palm Springs, California e in Italia con le gallerie Mucciaccia (sedi a Roma, Cortina d’Ampezzo, Londra, Singapore), Volos (Roma) e Galleria F.lli Orler (Venezia) sono ulteriori conferme.

Roberto Miniati, Ora et Labora, 2018

A dimostrazione della solidità del percorso artistico del maestro Miniati, a breve è prevista l’uscita del suo primo catalogo ragionato contenente le opere fin qui dipinte. In estrema sintesi, riprendendo un’affermazione di Carlo Carrà, la pittura per Roberto Miniati nasce e si determina cogliendo “quel rapporto comprendente il bisogno di immedesimazione con le cose e il bisogno di astrazione”.

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