Lion Mant, al secolo Liliana Mantione Lanaro, è un’artista nata in Venezuela a Caracas che risiede da più di trent’anni a Cortina d’Ampezzo. Una pittrice di un respiro internazionale generato da continui viaggi suddivisi per piacere e lavoro, che le hanno permesso di uscire anche da quelle periferie mentali e locali avvolgenti il mondo della cultura.

Liliana Mantione Lanaro

Grazie al padre, maestro d’arte, apprende un’essenza artistica che negli anni ha implementato attraverso studi, impegno e dedizione. Lion Mant crede “nell’arte, per offrire piacere attraverso la bellezza” dove “il tocco della mano condivide sogno e gioia”. Il suo linguaggio pittorico si determina attraverso codici personali suddivisi tra genere informale e figurativo.

Nel primo la rappresentazione finale determina una sorta di freschezza che occhio e gesto creano nella fruizione complessiva. L’effetto generato dall’atto creativo non è mai già rivisto perché si avverte un costante flusso di sentimento, permettendo che il binomio mano/ spirito possa creare lavori vitali e introspettivi.

La figurazione invece permette a Lion Mant di sondare un universo già tracciato nei secoli passati, cogliendo all’interno del quale un elemento contemporaneo basilare: lo stato dell’anima. Di conseguenza, se si analizzano tra le diverse tematiche per esempio il ciclo delle montagne dolomitiche si avverte chiaramente come loro rappresentino condizioni interiori che a loro volta s’intrecciano in forti visioni del creato.

Liliana Mantione Lanaro

Sempre in quest’ottica e nati dal suo studio di Fisica-Quantica, sono inseriti gli ultimi ritratti, dal titolo “Materia=Vuoto”, dove da una sorta di trasparente nulla, generato da una cromia scura di Primordiale memoria crea tratti somatici della persona rappresentata in versione totalmente opposta alla “Materia”, nella sua personalissima maniera dipinge quindi solo l’Anima. In questo modo dal nero il volto assume la connotazione personale dell’uomo o della donna raffigurati.

Liliana Mantione Lanaro

L’artista si muove lungo un percorso di evoluzione costante e avvalorato da numerose esposizioni in Italia ed estero attraverso anche la curatela di Vittorio Sgarbi. In questo modo Lion Mant rende effettivo ciò in cui crede nell’arte: “come segno del vero che non puoi toccare” e “come oblio che porta assoluta essenza”.

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