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Il sentimento è un filo tessuto in modo inestricabile con la creatività. E quando questa energia trova corpo nell’espressione artistica è come se arte e vita trovassero un collegamento tangibile e reale.

Tutto all’improvviso acquista significato. E’ quanto accade nei dipinti di Fabio Frabetti, dove la dimensione del viaggio, la memoria del suo peregrinare fra le capitali del mondo e i suoi studi d’arte e sulla comunicazione al DAMS di Bologna si coagulano lentamente, trasformandosi in immagine visiva.

Fabio Frabetti , Outdoor acrylic cm 100 x 150

Sì è proprio l’immagine, protagonista indiscussa del nostro tempo, che egli incarna nella sua arte. Quell’immagine elettronica che ci insegue ovunque, negli smartphone e nei computers, sovraccaricando il nostro presente con ciò che è “alla moda” e, un attimo dopo si cancella dalla nostra memoria. Il lavoro di Frabetti, magnifico interprete del nostro tempo, rappresenta a pieno quest’epoca.

Com’era chiaro a Ejzenstejn, il regista russo, anche Frabetti sa che le immagini funzionano come il linguaggio ideogrammatico giapponese e che l’accostamento di più elementi, come quello di due ideogrammi, genera un significato che non è quello della somma dei significati delle immagini precedenti, ma qualcosa del tutto nuovo e inedito. Ma il suo messaggio, ciò che instancabilmente egli tenta di comunicare, a differenza di quanto propinatoci dalla rete, non è immediatamente comprensibile.

Poiché anche il suo è un linguaggio figurativo, la sua pittura potrebbe trarci in inganno.

Come direbbe Gombrich siamo “testimoni oculari” di qualcosa che non comprendiamo sino in fondo ma che ci tocca profondamente nell’anima.

Credo si tratti di piccoli flashback. Se pensiamo al nostro passato, lo immaginiamo come brevi filmati; momenti particolari che hanno segnato la nostra vita e che probabilmente ritornano nei nostri sogni. Così i dipinti di Frabetti penetrano la parte buia della nostra coscienza prima ancora che ci sia possibile dare loro significato, toccando proprio ciò che abbiamo rimosso.

Fabio Frabetti, ingresso città cm 100 x 120

Credo che il grande interesse che le sue opere stanno suscitando derivi dall’originalità e autenticità di questo suo operare Ecco che i suoi quadri cambiano alla velocità della luce. La costruzione e lo stile sono finalizzati al messaggio che devono emanare.

E, come per l’artista che utilizza ora la pittura, ora il video o la performance, Frabetti sceglie di cambiare l’immagine da proiettare nel nostro inconscio, e ciò che sentiamo è mutato di nuovo. Il giovane Proust, nel 1895 in una lettera a un editore scriveva: “Sono i pittori che ci iniziano alla conoscenza e all’amore del mondo esterno, sono essi a dischiuderci gli occhi e aprirceli sul mondo”.

I quadri di Frabetti ci aprono gli occhi sulla bellezza dei luoghi e sulla loro unicità. Svolgendo una funzione “pratica” dell’arte, ce li fanno amare. Sono una metafora, l’equivalente visivo di un testo e se ci fermiamo ad ascoltare, ci insegnano che la bellezza spesso dimora sotto i nostri occhi, nelle nostre città, nelle nostre case, nella nostra vite mentre noi ancora, lo ignoriamo.