Lo scrittore e filologo britannico Clive Staple Lewis scrisse che “nell’introspezione si cerca di guardare dentro se stessi vedendo quello che succede. Tutto ciò che accadeva un istante prima viene bloccato nel momento stesso in cui ci votiamo a osservarlo”.

La pittrice Cinzia Bulone sulle sue opere cerca di ottenere sequenze d’immagini da tradurre attraverso forme e colori. Le sue tele si arricchiscono di commistioni tra scenari riconducibili alla realtà e a mondi psicologici dipinti in astrazioni, cromie e linee informali. La casualità non esiste, in quanto ogni tipo di sentimento ha la sua forma espressiva.

Cinzia Bulone, improvvisamente, 2016

Ambienti felpati, attraverso un’onirica atmosfera, creano opere ovattate dove mondi reali diventano fiaba: una specie di filtro viene posto dall’artista per rendere maggiore introspezione all’istante mentale colto e allo stesso tempo per richiamare un’immagine dal ricordo passato. Forme reali più vicine al vissuto dell’uomo rafforzano un’area di astrazione che può racchiudere positività e negatività a seconda dello stato d’animo.

Elaborazioni artistiche, per cammini interiori che non hanno mai fine, vengono posti da Cinzia Bulone all’attenzione di osservatori affascinati da quel velo di mistero che si genera nell’osservare i diversi dipinti, all’interno dei quali ognuno evidenzia un possibile iter esplicativo.

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