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Scorrendo le opere dell’artista Andrea Marchesini si nota come nel suo linguaggio nasca un legame e un’apertura alla vita. Parafrasando un concetto del critico d’arte Maurizio Calvesi, l’iter pittorico di Marchesini elabora in chiave contemporanea canoni della Pop Art unendo alla simbologia dei mass-media, o meglio della vita umana, filtri visivi realizzati concettualmente dall’uomo.

Se per Andy Warhol “la pop art è un modo di amare le cose”, per Andrea Marchesini diventa un lirico fine espressivo, che si arricchisce all’interno della sua formazione artistica in nobili rimandi e originali evoluzioni.

A dimostrazione di quanto indicato, nel pittore scaligero di nascita ma vicentino d’adozione, tutto quello che si determina nel rapporto luce/cromie lo appassiona fortemente per un’interpretazione realmente connessa ai giorni d’oggi. La forma del colore, vera tradizione artistica veneziana fin dal Rinascimento, lo porta a correlare codici visivi che, sapientemente miscelati, costruiscono un sistema di comunicazione interdisciplinare.

Andrea Marchesini, Amusement 2017

Dai primi lavori denominati “Trac- ce” e “Materici”, in cui l’istinto espressivo sposa la gestualità alla geometria, creando fluttuazioni di colori e di materia nella dinamica percettiva, Marchesini comincia a dare sempre maggiore spazio a universi simbolici e figurativi che si permeano in una matrice pop. L’artista dunque sviluppa un biografico vocabolario correlato da immagini che, dal suo io, si connette al mondo circostante.

I successivi cicli “Affabulando”, “Satyricon” e “Action” non sono altro che universi della mente che tra luce, cromaticità e sentimento delineano labirinti e collegamenti visuali dalle interpretazioni senza fine, evidenziando la passione per Joan Mirò sempre tradotta con personalità e un richiamo a Concetto Pozzati per quelle figure pop poste in un contesto narrativo, ma in forme più stilizzate.

Andrea Marchesini, Don Chisciotte, 2018

Andrea Marchesini nella sua produzione artistica crea ulteriore vivacità grazie a un fluo ottenuto dall’unione di smalto, olio e acrilici per una maggiore percezione di profondità. Inoltre una rarefazione figurativa, spesso delimitata in alcune aree dell’opera, esprime linguaggi urbani semplici nella definizione rappresentativa, utili a codificare diversi piani narrativi dimensionali.

In sintesi, spontaneamente, idea forze espressive che attraverso l’energia del colore permettono a ogni singola storia di vibrare.