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Causa Covid-19 l’apertura, programmata il 22 marzo, è stata possibile soltanto l’11 luglio per le mostre “Tre sguardi sull’art di oggi”, organizzate a Venezia dalla Pinault Collection: il mostro sacro della fotografia Henri Cartier-Bresson a Palazzo Grassi, che ospita anche una mostra monografica dell’artista egiziano Youssef Nabil, mentre Punta della Dogana presenta la mostra collettiva “Untitled, 2020”.

“Henri Cartier-Bresson: Le Grand Jeu”, è il titolo della splendida mostra, realizzata con la Bibliothèque nationale de France e in collaborazione con la Fondation Henri Cartier-Bresson. La mostra, progettata da ben cinque curatori, ha attinto dalla “Master Collection”, una selezione di 385 immagini che lo stesso Cartier-Bresson (Chanteloup, 1908 – Montjustin, 2004) ha operato agli inizi degli anni Settanta fra quelle che riteneva le sue opere più significative.

Henry Cartier-Bresson simiane-la-rotonde, France 1696 © Fondatione Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos

Ma perché la mostra è stata intitolata “Il grande gioco?”

Il coordinatore del team curatoriale, Matthieu Humery, famoso storico della fotografia francese, sottolinea che la mostra di Palazzo Grassi non vuole essere una delle tante monografie allestite nel mondo ma una indagine sulla percezione del lavoro del grande fotografo. Indagine effettuata in un gioco fra i cinque curatori, che sono stati chiamati a scegliere le opere da esporre in piena autonomia e in base ai propri gusti personali, compresi i cinque diversi allestimenti espositivi.

Fotografie anche nella seconda mostra personale dedicata all’artista Youssef Nabil (Il Cairo, 1972), dal titolo “Once Upon a Dream” (C’era una volta un sogno). Oltre alla proiezione di tre video, sono esposte fotografie, molte delle quali dipinte a mano, che hanno per soggetto un Egitto leggendario tra simbolismo e astrazione e, negli scatti più recenti, tematiche legate ai problemi sociali del XXI secolo.

Henri Cartier-Bresson Bougival, France 1956
© Fondatione Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos

Entrambe le mostre saranno visitabili con modalità precisate sul sito di Palazzo Grassi, sino al 10 gennaio 2021. Sarà invece aperta sino al 13 dicembre 2020, a Punta della Dogana, la mostra “Untitled, 2020” ( Senza titolo) curata da Caroline Bourgeois, Muna El Fituri e dall’artista Thomas Houseago.

E’ suddivisa in sale tematiche che presentano le opere di oltre 60 artisti, provenienti dalla Pinault Collection e da musei internazionali e collezioni private, che spaziano dal Novecento ad oggi, fra scultura, video, pittura e fotografia. Tra gli artisti in mostra Marlene Dumas, Robert Colescott, Saul Fletcher, Llyn Foulkes, Deana Lawson, Paul McCarthy, Arthur Jafa, Joan Jonas, Edward Kienholz, Barbara Kruger, Senga Nengudi e Gilberto Zorio.