Quella in corso a Palazzo Grassi, a Venezia, è la prima personale in Italia di Luc Tuymans (Mortsel, Belgio, 1958), considerato uno degli artisti più influenti nel panorama internazionale.

Dal titolo “La Pelle”, ispirato all’omonimo romanzo di Curzio Malaparte

pubblicato nel 1949, è curata da Caroline Bourgeois in collaborazione con lo stesso Luc Tuymans che espone una selezione di oltre 80 dipinti (più un mosaico sitespecific nell’atrio) che vanno dal 1986 a oggi, provenienti dalla Collezione Pinault e da musei internazionali e collezioni private.

Alfiere di un ritorno della pittura degli anni Novanta prediletta da altri artisti figurativi, da Marlene Dumas a John Currin, Tuymans dedica le sue ricerche alla storia e a fatti, spesso drammatici, di ieri e di oggi, ma anche a soggetti e momenti della vita quotidiana o della cronaca nera, ricorrendo a fotografie e a immagini tratte da cinema, televisione, giornali, rivi- ste e dai nuovi media offerti sul web, che trasferisce sulla tela con schizzi, pennellate, fotocopie e polaroid.

L’osservazione dei dipinti di Tuymans, che talvolta sembrano avere immagini sfocate, è quindi particolarmente coinvolgente, perché si è invitati a cercare di scoprire, come sottolinea Caroline Bourgeois in catalogo “l’immagine originale che sta dietro a ogni opera esposta”.La citazione di eventi, compresi i più spaventosi, è spesso focalizzata su piccoli dettagli, su particolari al primo sguardo apparentemente insignificanti, che consentono, sostiene l’artista, di rappresentare temi considerati “irrappresentabili” quali l’Olocausto, la xenofobia, il colonialismo. I risultati sono affascinanti e con effetti che, in alcuni casi, suscitano una certa inquietudine o appaiono addirittura disturbanti. Il tutto per arrivare, come ha affermato l’artista “a una falsificazione autentica” della realtà.

Luc Tuymans, Twenty Seventeen 2017 , (Pinault Collection)

Fra le opere più significative, Twenty seventeen, 2017, un olio su tela del 1989

tratto da una fotografia scattata da uno dei nazisti in vacanza con Hitler nella sua casa di montagna. In parallelo, alla punta della Dogana è allestita la collettiva “Luogo e Segni”, che prende il nome dall’opera di Carol Rama (1918-2015), presente con altri 35 artisti che, con oltre 100 lavori, intrattengono uno stretto rapporto con il contesto urbano, sociale, politico, storico e intellettuale in cui sono state realizzate.

Luc Tuymans, 2017 Ballone

La mostra è a cura di Martin Bethenod, direttore di Palazzo Grassi Punta della Dogana, e di Mouna Mekouar, curatrice indipendente. Vi espongono anche molti noti artisti della Collezione Pinault, fra i quali Etel Adnan, Berenice Abbott, Giovanni Anselmo, Constantin Brancusi, Trisha Donnelly, Felix Gonzalez-Torres, Agnes Martin, Julie Mehretu, R. H. Quaytman, Anri Sala, Rudolf Stingel, Tatiana Trouvé, Wu Tsang e Robert Wilson. Sino al 15 dicembre, mentre la mostra di Palazzo Grassi sarà visitabile sino al 6 gennaio 2020.