martedì, Aprile 13, 2021

Quando si censurano il nudo ed il bellodal direttore Ferruccio Gard

Un nuovo perbenismo oscurantista minaccia il mondo dell’arte. Le denunce, sacrosante, di violenze e di ricatti sessuali (auspico il carcere duro ai responsabili) stanno causando un esagerato ed errato ricorso al “politically correct” in fatto di sesso e nudità anche nel mondo dell’arte. Che sono sempre esistiti, perché già nell’antichità la ricerca del bello era legata alla rappresentazione di corpi femminili e maschili senza veli. Fra tanti episodi allarmanti, cito la rimozione, alla Manchester Art Gallery di Londra, del quadro “Hyla e le ninfe” (1896) del pittore preraffaellita John William Waterhouse, che vi ha immortalato un gruppo di ninfe nude in estasi attorno a un aitante giovanottone (non ignudo). Al posto del quadro la curatrice del museo (500mila visitatori l’anno) Clare Gannaway ha fatto affiggere il cartello “E’ per aprire una discussione. Siete d’accordo con la decisione?”. Motivo della rimozione: “Il quadro è maschilista, con una forma d’arte che presenta il corpo femminile come una decorazione, corpi ad uso e consumo maschile”. Ben il 93% dei visitatori interpellati si è dichiarato contrario, e non sono mancati lazzi e proteste pesanti con bigliettini affissi sulla parete vuota. Sperabile che il quadro venga rimesso al suo posto. In America fortunatamente è successo l’opposto. Due ragazze (ahimè, una italiana) hanno chiesto con una petizione on line al Met, il Metropolitan Museum di New York, la rimozione del celebre quadro di Balthus “Thérèse Dreaming”, accusando il museo di “sostenere il voyerismo e l’oggettivazione dei bambini”. Traduzione: il riferimento è a un presunto incitamento verso la pedofilia. Il museo saggiamente si è rifiutato ma la vicenda ha aperto una accesa discussione internazionale perché, incredibilmente, non pochi la pensano come le due ragazze. Il grande Balthus è sospettato di simpatie verso la pedofilia? Via i suoi quadri! Quindi in pericolo, nei musei, anche centinaia di capolavori, dal Caravaggio al Parmigianino e, nelle chiese, tanti affreschi e statue con angioletti ignudi e sculettanti che potrebbero sollecitare a qualcuno cattivi pensieri. Per non parlare di antichi e stupendi vasi greci, con evidenti scene di nudi e di pederastia. Tutto bellissimo ma tutto sotto un bulldozer, ovviamente. E di certi oscurantisti nemici del bello nell’arte, cosa ne facciamo? Ai bulldozer (in senso platonico, ovviamente) il compito di fare pulizia.