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Se “Dio è morto”, tutto è permesso: da qui parte, come tanta avanguardia, anche l’artista veneto, ma egli sembra trovare la sua strada in quell’aldilà dell’occhio che la radiografia consente.

Egli vuol vedere cosa c’è dentro il soggetto. Meneghetti cerca la struttura che regge le cose, il loro scheletro. La radiografia infatti insegue forme nascoste, sta alla fotografia come il noumeno sta al fenomeno. Le lastre si offrono allora alla pura contemplazione e portano
ad intuire non solo le forme prevedibili ma anche un mistero oltre le forme.

ANIMA DEL QUOTIDIANO – LINE SKATER, 2010 LAMBDA PHOTO ON DIBOND AND CRYSTAL CM. 75 X 75

Nel suo formidabile ciclo, le Radiografie appunto, il problema di Meneghetti è l’indagine sulla forma, una forma nascosta e avvertita, resa sensibile ma non pienamente guadagnata
alla luce e alla conoscenza. Dunque l’arte di Meneghetti, svolta ormai per quasi mezzo secolo, non ha nulla di sperimentale ma è guidata da una necessità profonda, alla quale, come
testimonia proprio la coerenza dei risultati, l’artista non si può sottrarre. Nel ciclo “Anima del Quotidiano” vediamo oggetti, scene semplici, come un preservativo, una borsa, etc.

La composizione è estremamente semplice, lineare, e fa forza su pochi elementi, come per offrire un fronte di resistenza alla corruzione del tempo. Meneghetti cerca di cogliere l’essenza
degli oggetti, come nella convinzione che nel segreto della forma, nella ‘forma interna’ degli oggetti, sia dispiegata la loro reale natura.

ANIMA DEL QUOTIDIANO – HOMAGE TO HELMUT, 2010 LAMBDA PHOTO ON DIBOND CM. 110 X 75

Qui egli ha ingigantito e mutato in senso innaturale le forme, mettendo in luce la tensione, non volendone restituire la bellezza ma la vitalità. Rimane dunque singolare testimonianza di una coerenza di visione il fatto che Meneghetti non abbia perduto il suo campo di immagine, il suo obiettivo, che è sempre quello di una forma sovrannaturale, come è di chi insegue l’anima.

Renato Meneghetti sconvolge gli strumenti e le metodologie della critica ma costringe a riflettere sulla necessità dell’espressione artistica, sulla sua continuità pur nella varietà dei mezzi assunti, ed è testimonianza di una profonda coerenza formale, è principio di un metodo costante che diventa una unità di visione, una visione posta a fuoco su ciò che gli occhi non possono cogliere, e invece lo strumento radiosì.

È come se egli lo avesse adottato per vedere di più, per dipingere ciò che non si lascia scorgere: cioè non soltanto l’inconscio o l’emotività o il sentimento, come accade per esempio
in Van Gogh, ma qualche cosa di fisicamente esistente, di non visibile ma consistente.

ANIMA DEL QUOTIDIANO – EUREKA!, 2010 LAMBDA PHOTO ON DIBOND AND CRYSTAL CM. 107 X 75

La condizione psicologica di Meneghetti, che in termini meramente formali è quella di una armonia compiuta, che vuol essere particolarmente intransigente e non concedere nulla al dilettantismo. L’impresa di Meneghetti è importante perché risponde a una necessità vera
e non a una ricerca sperimentale. Meneghetti è essenzialmente antiludico e anti-sensuale, perché non vuole, nonostante l’estetismo evidente, catturarti, sedurti, ma costringerti a sintonizzarti con la sua sensibilità, con il suo taglio di visione.

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