Booking.com

Ernst H. Gombrich, uno degli storici dell’arte più importanti del mondo, ha scritto che non esiste una cosa chiamata arte, bensì solo gli artisti. Essi sono coloro ai quali un pubblico di esperti prima, ma sempre più ampio poi, attribuisce al loro lavoro il valore d’opera d’arte. Il lavoro e non solo l’ispirazione.

Ecco perciò che essere il destinatario di un prestigioso riconoscimento come il Franco Cuomo International Award per l’Arte, giunto quest’anno alla VI, non può altro che rappresentare per l’artista e scultore Michelangelo Galliani, un ulteriore e straordinario tassello a conferma di una impegnativa carriera già celebrata in musei ed istituzioni pubbliche di tutto il mondo.

IL GIARDINO, 2019, CARRARA MARBLE, LEAD AND BRASS, CM. 110 X 110 X 25

«È un onore – ha detto Michelangelo Galliani – ricevere questo autorevole Premio. Un artista si trova sempre combattuto tra il desiderio di ricevere un riconoscimento per il proprio lavoro e la convinzione che tuttavia, i premi non costituiscano un punto di arrivo, ma lo stimolo per nuove ricerche».

Nelle motivazioni del premio, la cui cerimonia si è svolta lo scorso quattro dicembre nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma, leggiamo: Michelangelo Galliani tratta la scultura quasi come un progetto di design e lavora in maniera unica la materia plasmando dal marmo e dal piombo forme di straordinaria modernità.

La sua esperienza creativa rinvia, in primo luogo, a una idealità artistico-estetica che incorpora la relazione con l’arte del passato, fonte di continua ispirazione, ma anche il senso antropologico e storico-esistenziale della presenza dell’uomo e del suo destino nel mondo.

La sua energia artistica e vitale si estrinseca, pertanto, in un’arte basata su una dinamica plastico-simbolica, di impianto figurale, che si proietta sul versante della metamorfosi e della trasformazione organica, colta nelle sue angolature, scorci e parzialità visive: tutte espressioni della sua sensibilità verso il mondo moderno e i suoi problemi, frutto delle stratificazioni del tempo e della storia.

Ad introdurre l’evento è stata la senatrice Assuntela Messina, Segretario della tredicesima Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) e membro della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani.